Dalla guerra civile fiorentina alla tranquillità di Ravenna

Statua di Dante Alighieri

Di Dante nel 2021 scopriremo tutto (o quasi)

 

Non ci sono dubbi: il 2021 sarà un anno legato ad una sorta di ulteriore risveglio culturale degli italiani. Grazie ad una grande occasione: i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri.

Il nostro Paese, il suo grande pubblico, scoprirà e si chiarirà finalmente le idee su quell’oggetto misterioso che è sempre stata la vita di Dante. Finora trascurata e misteriosa, diverrà, attraverso la sua conoscenza, la base per intendere e apprezzare ancor di più quello straordinario poema che è la Divina Commedia. La buona divulgazione che – finalmente – è arrivata anche in Italia, attraverso gli schermi del televisore e del computer, sta già esplodendo con una serie di libri che diverranno nel corso di pochi mesi veri e propri best seller (sicuramente la biografia che gli ha dedicato Alessandro Barbero). Si scoprirà, o si chiarirà ancora meglio, quello che c’era dietro lo scontro violento e prolungato fra guelfi e ghibellini, e come tutta la vita di Dante sia stata contraddistinta dalla tragedia di una politica, fatta di sangue in città e, addirittura, guerra nel contado. Dante nato a Firenze nel 1265, e costretto a lasciarla definitivamente nel 1302, muore in esilio a Ravenna nel 1321 nella notte fra il 13 e 14 settembre. Nel soggiorno ravennate Dante terminò la Divina Commedia, concludendo la stesura del Paradiso.

E nella città romagnola non c’è solo la sua tomba, ma un patrimonio d’arte e di storia, da cui Dante attinse impressioni rese eterne dai suoi versi: dalla contemplazione dei mosaici della Basilica di San Vitale alle immagini della Chiesa di Sant’Apollinare Nuovo; dalla Pineta di Classe alla cupola del Mausoleo di Galla Placidia…

Così appartata, così tranquilla, con quell’aria da città di provincia, Ravenna a volte sembra volere nascondere (la “città del silenzio”, nella definizione dannunziana) un passato profondo, enorme, tale da scatenare ogni tipo di immaginazione.

Ieri capitale dell’Impero Romano d’Occidente, oggi una città mondiale patrimonio dell’Unesco.

Ci penserà Dante, nel 2021, a ricordare a tutti come la grande storia, la grande arte, la grande letteratura, lì, si sono fuse assieme per sempre.

Biagio Riva