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Venezia e il Nuovo Ticket d’Ingresso

Venezia Ticket Ingresso

La sfida dell’Overtourism

Venezia, la città che incanta visitatori da ogni angolo del mondo con i suoi canali e palazzi storici, da anni si trova ad affrontare una sfida senza precendenti: l’overtourism. Questo fenomeno, che ha visto un numero sempre crescente di turisti invadere la città, ha minacciato l’integrità e la sostenibilità di questo patrimonio mondiale UNESCO.

La città di Venezia cerca di bilanciare l’apertura al mondo con la necessità di proteggere e valorizzare il suo unico patrimonio, oltre a garantire una più controllata e agevole fruizione degli spazi cittadini a coloro che vivono, lavorano o studiano nella città sull’acqua.

In risposta a tale pressione, il Comune di Venezia ha deciso di introdurre un ticket d’ingresso (o meglio: “Contributo di accesso”). Una misura innovativa, in più occasioni contestata, che mira a regolare i flussi turistici e a preservare la qualità della vita dei suoi abitanti.

 

Imposta di Soggiorno o Ticket d’ingresso?

Questa iniziativa segue l’autorizzazione concessa dalla legge di bilancio del 2019 e si distingue per il suo approccio mirato e differenziato. Tradizionalmente, i comuni italiani possono applicare l’imposta di soggiorno agli ospiti delle strutture ricettive, oppure il contributo di sbarco nei comuni insulari. Si tratta di due tipologie di imposte tanto odiate dai turisti quanto amate dalle amministrazioni comunali che le applicano.

L’imposta di soggiorno si applica ai turisti che pernottano in una struttura ricettiva sita su un certo territorio comunale.

Il contributo di sbarco, invece, si applica a tutti coloro che giungono in un certo territorio comunale, pur non soggiornando in una struttura ricettiva, attraverso un vettore commerciale. Questa imposta è prevista per quei comuni che hanno sede giuridica nelle isole minori e i comuni nel cui territorio insistono isole minori.

I Comuni italiani non possono applicare entrambe le imposte, ma per Venezia, dal 2019, la situazione è cambiata. Grazie alle disposizioni nazionali, ha potuto estendere il contributo di sbarco a tutti coloro che arrivano nella città tramite mezzi commerciali.

Attenzione, perché ciò non significa che il Comune di Venezia potrà indiscriminatamente applicare entrambe le imposte. Un turista, in base al suo programma di viaggio, potrà essere assoggettato, alternativamente, a una o all’altra imposta.

 

Il contributo di accesso a Venezia: costi, modalità ed esenzioni

La prenotazione del ticket può essere effettuata attraverso il portale predisposto dal Comune.

Il ticket si applica solo in determinati periodi dell’anno, evidenziati come giorni “da bollino nero” a causa dell’elevato afflusso di visitatori.

Nello specifico, il contributo d’accesso è dovuto solo nei seguenti giorni: 25, 26, 27, 28, 29 e 30 aprile 2024, 1, 2, 3, 4, 5, 11, 12, 18, 19, 25, 26 maggio 2024, 8, 9, 15, 16, 22, 23, 29, 30 giugno 2024 e 6, 7, 13 e 14 luglio 2024.

Inoltre, il contributo non è dovuto dalle ore 16:00 alle ore 8:30.

Sono esenti senza necessità di acquisizione del voucher di esenzione:

  • i ragazzi sotto i 14 anni: basta un documento di identità, nel caso in cui non sia evidente l’età;
  • i residenti e i nati nel Comune di Venezia: basta un documento di identità;
  • I possessori della Carta Europea della Disabilità (Disability Card) ed il relativo accompagnatore: mostrando la suddetta carta;
  • il personale appartenente alle Forze Armate e alle Forze dell’Ordine (compreso il personale dei Vigili del Fuoco): esibendo la tessera di servizio;

Coloro che pernottano in una struttura ricettiva sita nel Comune di Venezia, invece dovranno acquisire il necessario voucher di esenzione, valido dal giorno di arrivo al giorno di partenza. In questo caso non sarà più applicato il “contributo d’accesso”, ma l’usuale imposta di soggiorno.

Chi si affida ad Agenzie di Viaggio o Tour Operator per visitare Venezia ha una comodità in più. Le Agenzie di Viaggio e Tour Operator, infatti, possono aderire ad una apposita convenzione attraverso la quale emettere un unico voucher d’accesso potendo segnalare unicamente il nome del capogruppo.

L’applicazione del contributo d’accesso, infine, è precisamente localizzata geograficamente. Il contributo di accesso deve essere corrisposto da chiunque si trovi nella Città Antica. Il contributo di accesso non è dovuto per chi transita a Piazzale Roma, Tronchetto o Stazione Marittima, senza accedere alla Città Antica e per chi deve raggiungere il l’imbarcadero di San Giobbe se transita da Piazzale Roma alla Stazione Santa Lucia passando per il binario. Per l’anno 2024 il contributo di accesso non sarà applicato alle isole minori.

E se non si paga?

Ai varchi d’accesso verranno eseguiti controlli a campione. Se non è possibile dimostrare il pagamento del contributo di accesso o il possesso dell’esenzione si rischia una sanzione che va da € 50,00 a € 300,00, a cui si aggiunge il pagamento del contributo di accesso dovuto, che sarà pari a 10 euro e non più 5 euro.

 

Contributo di accesso: è la soluzione?

Il contributo di accesso è stato impostato in modo da non essere un semplice strumento di finanziamento, ma piuttosto una leva per una gestione più attenta dei flussi turistici. L’assessore al Turismo di Venezia ha sottolineato che l’obiettivo non è fare cassa, ma garantire un equilibrio tra i residenti e i visitatori.

Con l’introduzione di questo ticket, la città di Venezia prova ad affrontare il problema del sovraffollamento in un modo che continuerà a far discutere turisti, residenti e operatori del settore.

Il primo giorno di applicazione, però, non ha visto l’effetto sperato. Le 113 mila prenotazioni avvenute sul portale online predisposto dal Comune hanno evidenziato come Venezia, indipendentemente dalla presenza dell’imposta, continui ad attirare decine di migliaia di turisti ogni giorno.

Per valutare l’effettiva validità della misura posta in atto bisognerà attendere il termine del periodo di prova, ma già c’è chi solleva questioni sulla legittimità della misura ravvisandone l’incostituzionalità.

Ciò che è indubbio è il fatto che questo contributo d’accesso diventa l’ennesimo rincaro che ricadrà direttamente sui turisti, già stremati dagli aumenti trasversali degli ultimi anni.

Viaggiare è un’esperienza che dovrebbe essere accessibile a tutti, un diritto fondamentale piuttosto che un privilegio riservato a pochi. Questo è il principio cardine su cui si fonda la filosofia della Montanari Tour. Indipendentemente dalle imposte di soggiorno o dai contributi di accesso, siamo pronti a garantire un’esperienza di viaggio senza sorprese spiacevoli.